Filastrocche di Natale

di - 24 December 2008 musiche e filastrocche


Ricordate le poesie di Natale che le maestre ci facevano imparare a scuola? Tranquilli, non è il momento di mettersi a ripassare, ma solo di leggere insieme ai vostri bimbi, se vi va, una filastrocca natalizia.

Davanti al camino, vicino all’albero o al Presepe, prima della cena o al momento dell’apertura dei doni: alcune righe sono l’occasione giusta per fermarsi un attimo e fare silenzio nel trambusto di questi giorni.

Ancora di più: se i vostri bambini hanno l’età giusta per poterlo apprezzare, potreste essere voi a recitare una poesia per loro! Penso che potrebbero rimanere a bocca aperta!

UN ABETE SPECIALE

Quest’anno mi voglio fare un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.
Non lo farò in tinello,
lo farò nella mente,
con centomila rami e un miliardo di lampadine,
e tutti i doni che non stanno nelle vetrine.
Un raggio di sole
per il passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione per il vecchio pensionato.
E poi giochi, giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
per quei bambini
che non ebbero mai un regalo di Natale,
e per loro ogni giorno all’altro è uguale,
e non è mai festa.
Perché se un bimbo resta senza niente,
anche uno solo, piccolo, che piangere non si sente,
Natale è tutto sbagliato.

(Filastrocca di Natale di Gianni Rodari “Filastrocche in cielo e in terra” – da filastrocche.net)

A GESU’ BAMBINO
di Umberto Saba

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.

BABBO NATALE

Dodici renne e una slitta tutta d’oro,
corre nel buio della notte
un vecchio, barba bianca e scarpe rotte.
Sulle spalle ha un sacco rattoppato,
grande, grosso, inzaccherato;
qua e là qualche pacchetto
esibisce impertinente
un rosso nastro svolazzante.
Scivola silenzioso, veloce come il vento
se chiudo gli occhi quasi lo vedo, lo sento
entrare giù nel cortile, poi in casa
dalla porta dischiusa.
Nel buio silenzioso l’albero brilla,
s’avvicina il buon vecchio generoso
e doni infiniti lascia con un gran sorriso
a tutti i bambini, bravi e belli,
brutti e monelli: domani è Natale!

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